Proprio bolognese

13 LUGLIO. Santa CLELIA BARBIERI, vergine

Celebrazione eucaristica e Liturgia delle ore

Clelia Barbieri (Le Budrie di S. Giovanni in Persiceto, 13 febbraio 1847 – 13 luglio 1870) è stata inserita nell’albo dei Santi da Giovanni Paolo II, il 9 aprile 1989. La sua breve esistenza è segnata da una straordinaria accelerazione. I sacramenti sono i punti nodali della sua crescita. L’Eucaristia è il centro della sua esperienza mistica e del carisma di fondazione. Rinata al fonte nello stesso giorno della nascita, riceve la Cresima l’8 giugno 1856 e, sotto l’azione dello Spirito, si protende in avanti. Famiglia e parrocchia sono per lei scuola di vita e palestra di santità. La prima S.Comunione, il 24 giugno 1858, le dà un’impronta indelebile: diventa nel senso più autentico «anima da comunione». Nel 1862 entra nel nucleo degli «operai della dottrina cristiana»; e si fa sempre più attenta e sensibile alla situazione della Chiesa, sottoposta in quegli anni a prove durissime. Ormai ventenne – sotto la guida santa e lungimirante del parroco don Gaetano Guidi – elabora con un gruppo di amiche (Teodora, Orsola, Violante) un progetto di vita consacrata e di diaconia, in cui si può ravvisare un vero risorgimento al femminile. La presenza instancabile accanto ai piccoli, ai poveri, ai malati, agli emarginati, le merita da parte della gente l’appellativo di Madre. Nel 1878 il card. Lucido M. Parocchi, arcivescovo di Bologna, denominerà «Minime dell’Addolorata» le eredi spirituali di Madre Clelia. In Maria, socia della passione, è la luce della comunità di paese, nella sua fatica, povertà e sofferenza; il segno della dignità dei miti e umili di cuore, solidali nella fame e sete di giustizia. Nel 1990 è stata proclamata Patrona dei Catechisti della regione Emilia-Romagna; il 31 gennaio 1993 il card. Giacomo Biffi ha riconosciuto alla chiesa parrocchiale di Le Budrie il titolo di santuario.


13 LUGLIO

SANTA CLELIA BARBIERI, vergine

Memoria

CELEBRAZIONE EUCARISTICA

ANTIFONA D’INGRESSO Lc 10,21
Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra,
perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti
e le hai rivelate ai piccoli.

COLLETTA
O Dio, che in santa Clelia Barbieri hai dato alla comunità cristiana
un esempio di vita evangelica e di carità al servizio dei poveri,
concedi anche a noi di seguire il Cristo mite e umile di cuore,
per possedere l’eredità del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli. Amen.

LITURGIA DELLA PAROLA
Del giorno corrente. Dove si celebra come festa o per celebrazioni particolari:

PRIMA LETTURA
Forte come la morte è l’amore.
Dal Cantico dei Cantici (8, 6-7)
Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio;
perché forte come la morte è l’amore, tenace come gli ìnferi è la gelosia:
le sue vampe sono vampe di fuoco, una fiamma del Signore!
Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo.
Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell’amore, non ne avrebbe che dispregio.

Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 44
Rit. In te, Signore, ho posto la mia gioia.
Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio:
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;
il re è invaghito della tua bellezza.
È lui il tuo signore: rendigli omaggio . Rit.

Entra la figlia del re: è tutta splendore,
tessuto d’oro è il suo vestito.
È condotta al re in broccati preziosi;
dietro a lei le vergini, sue compagne,
a te sono presentate. Rit.

Condotte in gioia ed esultanza,
sono presentate nel palazzo del re.
Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli;
li farai prìncipi di tutta la terra. Rit.

CANTO AL VANGELO 1 Cor 1, 27-29
Rit. Alleluia, alleluia.
Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti;
ha scelto ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono.
Rit. Alleluia.

VANGELO
Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.
Dal vangelo secondo Matteo (11,25-30)
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.
Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Parola del Signore. Lode a te, o Cristo.

Liturgia eucaristica
SULLE OFFERTE

Guarda con bontà, o Signore, i doni che ti offriamo
nel ricordo di santa Clelia;
concedi a noi, con Maria Addolorata,
di partecipare al sacrificio del Cristo tuo Figlio,
che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE (Mt 11,29)
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita.

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, nostro Padre, questa mensa eucaristica
sia per noi pegno di vita nuova,
e accenda nei nostri cuori l’ardore di carità
che animò santa Clelia e la rese conforme al Cristo, tuo Figlio,
che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

LITURGIA DELLE ORE

Dal comune delle vergini, con salmodia del giorno corrente dal salterio, eccetto quanto segue.

INVITATORIO

Ant. Venite, adoriamo Cristo, gioia e corona delle vergini.

Oppure: Adoriamo Cristo, Re e Sposo delle vergini.

Salmo invitatorio come nell’Ordinario.

UFFICIO DELLE LETTURE

Inno
Candido fiore, che la nostra terra
ha regalato al cielo,
giovane santa, vergine sorella,
o Clelia, a te cantiamo.

Subito al primo mistico convegno
t’affascinò lo Sposo,
Re crocifisso, divino Pastore
che pascola tra i gigli.

Semplice è il cuore, vibrante la fede:
dalla calda tua voce
schiere di bimbi lietamente accolgono
la luce del Vangelo.

L’umile casa che ti dà riparo
con le compagne amate,
scuola diventa di virtù celesti,
cenacolo di grazia.

Viene lo Sposo, ma la tua lucerna
risplende nella notte.
Tu dici: “Ancora resterò con voi;
ancora m’udirete”.

O Padre buono, che i poveri esalti
e ai piccoli ti sveli,
a Te che regni col Figlio e lo Spirito
sale la nostra lode. Amen.

Oppure un altro inno o canto approvato dall’autorità ecclesiastica.

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Ove si celebra come solennità o festa:

V. Mi condurrai per il sentiero della vita,
R. accanto a te mi colmerai di gioia.

PRIMA LETTURA
Dalla seconda lettera ai Corinzi di san Paolo, apostolo 11, 19-31;12, 1-9
Dimori in me la potenza di Cristo

Fratelli, voi, che pur siete saggi, sopportate facilmente gli stolti. In realtà sopportate chi vi riduce in servitù, chi vi divora, chi vi sfrutta, chi è arrogante, chi vi colpisce in faccia. Lo dico con vergogna; come siamo stati deboli!

Però in quello in cui qualcuno osa vantarsi, lo dico da stolto, oso vantarmi anch’io. Sono Ebrei? Anch’io! Sono Israeliti? Anch’io! Sono stirpe di Abramo? Anch’io! Sono ministri di Cristo? Sto per dire una pazzia, io lo sono più di loro: molto di più nelle fatiche, molto di più nelle prigionie, infinitamente di più nelle percosse, spesso in pericolo di morte. Cinque volte dai Giudei ho ricevuto i trentanove colpi; tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato lapidato, tre volte ho fatto naufragio, ho trascorso un giorno e una notte in balìa delle onde. Viaggi innumerevoli, pericoli di fiumi, pericoli di briganti, pericoli dai miei connazionali, pericoli dai pagani, pericoli nella città, pericoli nel deserto, pericoli sul mare, pericoli da parte di falsi fratelli; fatica e travaglio, veglie senza numero, fame e sete, frequenti digiuni, freddo e nudità. E oltre a tutto questo, il mio assillo quotidiano, la preoccupazione per tutte le Chiese. Chi è debole, che anch’io non lo sia? Chi riceve scandalo, che io non ne frema?

Se è necessario vantarsi, mi vanterò di quanto si riferisce alla mia debolezza. Dio e Padre del Signore Gesù, lui che è benedetto nei secoli, sa che non mentisco.

Bisogna vantarsi? Ma ciò non conviene! Pur tuttavia verrò alle visioni e alle rivelazioni del Signore. Conosco un uomo in Cristo che, quattordici anni fa – se con il corpo o fuori del corpo non lo so, lo sa Dio – fu rapito fino al terzo cielo. E so che quest’uomo – se con il corpo o senza corpo non lo so, lo sa Dio -fu rapito in paradiso e udì parole indicibili che non è lecito ad alcuno pronunziare. Di lui io mi vanterò! Di me stesso invece non mi vanterò fuorché delle mie debolezze. Certo, se volessi vantarmi, non sarei insensato, perché direi solo la verità ma evito di farlo, perché nessuno mi giudichi di più di quello che vede o sente da me.

Perché non montassi in superbia per la grandezza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un messo di satana incaricato di schiaffeggiarmi, perché io non vada in superbia. A causa di questo per ben tre volte ho pregato il Signore che l’allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo.

Responsorio 2Cor 12, 9; 4, 7
R. Ben volentieri mi vanterò delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. * La sua potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza.
V. Abbiamo questo tesoro in vasi creta, perché appaia che la potenza straordinaria viene da Dio.
R. La sua potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza.

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Seconda Lettura
Lettera di santa Clelia Barbieri a Gesù
(cfr. L. Gherardi, Il sole sugli argini, Bologna 1970, pp. 160─163)
Caro il mio sposo Gesù

Il messaggio della beata Clelia Barbieri è giunto a noi attraverso l’umile e fedele testimonianza delle prime sorelle, che ne raccolsero l’eredità spirituale: mentre rimane di lei un solo breve autografo, che riportiamo nella sua stesura originale.
La serva di Dio, con la sua scrittura povera e disadorna, riempì due fogli di quaderno, per richiamare continuamente le grandi grazie che Dio le fece domenica 31 gennaio 1869, durante la S. Messa, nella chiesa parrocchiale di S. Maria delle Budrie.
Questo scritto, che vorremmo chiamare il “memoriale” della beata Clelia, riportato nella sua umile grafia originale, rivela una profonda sapienza teologale, acquisita nella via dell’amore e del servizio ecclesiale.

Caro il mio Sposo Gesù
Una memoria io volio scri-
vere per averla sempre
in memoria.

Grande sono le grazie che
Iddio mi fa il giorno
31 del mese di Gen-
naio 1869 nel mentre che
io mi trovava in Chiesa
a udire la santa Messa
mi senti una inspira-
zione granda di mortifi-
care la mia volontà in
tutte le cose per piacere
sempre più il Signore
e io mi sento la volontà
di farlo ma le mie for-
ze non ne o bastanza gra-
nda.

Ho grande Iddio voi vedete
la mia volontà che e quel-
la di amarvi e di cercare
sempre di stare lonta-
no della vostra offesa
ma la mia miseria e tan-
to grande che sempre vi
offendo. Signore apprite
il vostro cuore e butate
fuora una quantità di
fiamme da more e con
queste fiamme acendete
il mio fate che io bru-
cio da more.

Ha cara la mia buona fi-
glia tu non poi credere
quanto sia grande la mo-
re che ti porto il bene
e straordinario che ti vo-
glio la speranza che ho
di vederti santa e stra-
ordinaria, dunque corag-
gio nei combatimenti sì
fatti pure coraggio che
tutto andarà bene e cuan-
do tu ai dele cose che ti
disturbano fatti cora-
gio a confidarmelo e io
con la iuto del Signo-
re cercarò di chietarti
amate Iddio e non ti
dimenticare di me
povera peccatora.

Sono la tua serva
Clelia Barbieri

La letterina splende come trofeo fra le reliquie custodite alle Budrie, ed è ripiegata in nove parti. Probabilmente la beata Clelia la portò sul cuore fino alla morte, avvenuta il 13 luglio 1870.

Responsorio Sal 72, 26: 1 Cor 7, 34
R. La roccia del mio Cuore è Dio, è Dio la mia sorte per sempre: * fuori di lui, nulla desidero sulla terra.
V. Una vergine si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito:
R. fuori di lui, nulla desidero sulla terra.

Orazione come alle Lodi mattutine.

 

LODI MATTUTINE

Inno
Splende il sole sugli argini:
la figlia del bracciante
sale su ali d’aquila
ai cieli della gloria.

Operaia del Vangelo
rilancia il tuo messaggio,
grida al cuore degli uomini:
amate, amate Iddio!

Clelia, limpida voce,
Clelia, fulgida stella,
Clelia, dolce sorella,
noi ti acclamiamo madre.

Santa Chiesa di Dio,
esperta del patire,
rivestiti di luce,
intona un canto nuovo.

A te sia gloria, o Padre,
fonte del primo amore,
che hai rivelato ai piccoli
i segreti del regno. Amen.

Oppure:

Aptata, virgo, lampade
ad nuptias ingressa es
aeterni regis gloriae,
quem laudant turbae caelicae.

Grata conviva superis,
caelesti sponso iungeris
ampléxu casti foederis,
pudoris dives méritis.

Normam vivéndi instrue,
nos prece tua confove,
possimus ut resistere
hostis nostri versutiae.

Exémplar vitae virginum,
Maria roget Filium,
ut eius adiutorium
nos iuvet per exsilium.

Sit Deitati gloria
per infinita saecula
pro virginis victoria,
qua gaudet caeli curia. Amen.

Oppure un altro inno o canto approvato dall’autorità ecclesiastica.

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Ove si celebra come solennità o festa:

1 ant. Mi dichiaro per Cristo, con cuore ardente lo aspetto:
voglio stare con lui per sempre.

Salmi e cantico della domenica, I settimana.

2 ant. Benedite il Signore, o vergini:
lui che vi chiama all’amore indiviso, corona in voi i suoi doni.

3 ant. Splendida è la vittoria delle vergini
sulle forze della carne e del sangue:
ora esultano nella gloria.

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Lettura breve Ct 8, 7
Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo.
Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell’amore, non ne avrebbe che dispregio.

Responsorio breve
R.
Di te ha detto il mio cuore: * Io cerco il tuo volto.
Di te ha detto il mio cuore: Io cerco il tuo volto.
V. Non nasconderti a me, Signore:
Io cerco il tuo volto.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Di te ha detto il mio cuore: Io cerco il tuo volto.

Ant. al Ben.
Hai dato il tuo cuore a Cristo, vergine sapiente:
ora vivi con lui, splendente come il sole nell’assemblea dei santi.

Invocazioni
A Cristo, sposo e corona delle vergini, rivolgiamo con gioia l’espressione della nostra fede:
Gesù, premio e corona delle vergini, ascolta la nostra preghiera.

Cristo, unico sposo delle sante vergini, – fa’ che nulla ci separi mai dalla tua amicizia.

Tu, che hai costituito Maria, tua Madre, regina delle vergini, – per sua intercessione donaci di servirti con fedeltà e purezza di cuore.

Per le vergini che si sono consacrate a te con cuore integro e indiviso per essere sante nel corpo e nello spirito, – fa’ che nessuna cosa al mondo ci faccia deviare dal cammino che conduce a te.

Signore Gesù, atteso dalle vergini sapienti, – fa’ che siamo sempre vigilanti nell’attesa della tua venuta.

Per l’intercessione di santa, che hai fatto splendere di santità e sapienza Clelia, – donaci saggezza evangelica e innocenza di vita.

Padre nostro.

Orazione
O Dio, che in santa Clelia Barbieri hai dato alla comunità cristiana un esempio di vita evangelica e di carità al servizio dei poveri, concedi anche a noi di seguire il Cristo mite e umile di cuore, per possedere l’eredità del suo regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen..

VESPRI

Inno
Come un chicco di grano o un seme
di girasole indorato di luce
così, o piccola figlia dei campi,
fu la tua vita, fanciulla di Dio.

Ma come il grano se in terra non cade
e nel buio solco non muore e marcisce,
spiga non nasce, così per te, Clelia,
tutto si compie in segreto e silenzio.

E’ nella notte che Dio ha creato
ed e’ di notte che viene il Signore:
e “inavvertito” e’ scritto che il Regno
viene da sempre, che deve venire…

E poiché Lui solo elegge i suoi piccoli
a confusione di tutti i potenti,
pur noi cantiamo il nostro Magnificat,
o Clelia, insieme con tutti i suoi servi. Amen.

Oppure:
Iesu, corona virginum,
quem Mater illa concipit
quae sola virgo parturit,
haec vota clemens accipe.

Qui pascis inter lilia
saeptus choréis virginum,
sponsus decorus gloria
sponsisque reddens praemia.

Quocumque pergis, virgines
sequuntur, atque laudibus
post te canéntes cursitant
hymnosque dulces personant.

Te deprecamur, largius
nostris adauge méntibus
nescire prorsus omnia
corruptionis vulnera.

Iesu, tibi sit gloria,
qui natus es de Virgine,
cum Patre et almo Spiritu,
in sempiterna saecula. Amen.

Oppure un altro inno o canto approvato dall’autorità ecclesiastica.

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Ove si celebra come solennità o festa:

1 ant. Ti ho consacrato tutta la mia vita:
ora, mio Sposo, vengo a te con la lampada accesa.

SALMO 121
Quale gioia, quando mi dissero: *
«Andremo alla casa del Signore».

E ora i nostri piedi si fermano *
alle tue porte, Gerusalemme!

Gerusalemme è costruita*
come città salda e compatta.

Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, †
secondo la legge di Israele, *
per lodare il nome del Signore.

Là sono posti i seggi del giudizio, *
i seggi della casa di Davide.

Domandate pace per Gerusalemme: *
sia pace a coloro che ti amano,

sia pace sulle tue mura, *
sicurezza nei tuoi baluardi.

Per i miei fratelli e i miei amici *
io dirò: «Su di te sia pace! »

Per la casa del Signore nostro Dio, *
chiederò per te il bene.

1 ant. Ti ho consacrato tutta la mia vita:
ora, mio Sposo, vengo a te con la lampada accesa.

2 ant. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

SALMO 126
Se il Signore non costruisce la casa, *
invano vi faticano i costruttori.

Se la città non è custodita dal Signore *
invano veglia il custode.

Invano vi alzate di buon mattino, †
tardi andate a riposare e mangiate pane di sudore: *
il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.

Ecco, dono del Signore sono i figli, *
è sua grazia il frutto del grembo.

Come frecce in mano a un eroe *
sono i figli della giovinezza.

Beato l’uomo *
che piena ne ha la farètra:

non resterà confuso quando verrà alla porta *
a trattare con i propri nemici.

2 ant. Beati i puri di cuore perché vedranno Dio.

3 ant. Mi ha resa invincibile la fortezza di Cristo.

CANTICO  Cfr. Ef 1, 3-10
Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, *
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.

In lui ci ha scelti *
prima della creazione del mondo,

per trovarci, al suo cospetto, *
santi e immacolati nell’amore.

Ci ha predestinati *
a essere suoi figli adottivi

per opera di Gesù Cristo, *
secondo il beneplacito del suo volere,

a lode e gloria della sua grazia, *
che ci ha dato nel suo Figlio diletto.

In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, *
la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia.

Dio l’ha abbondantemente riversata su di noi con ogni sapienza e intelligenza, *
poiché egli ci ha fatto conoscere il mistero del suo volere,

il disegno di ricapitolare in Cristo tutte le cose, *
quelle del cielo come quelle della terra.

Nella sua benevolenza lo aveva in lui prestabilito *
per realizzarlo nella pienezza dei tempi.

3 ant. Mi ha resa invincibile la fortezza di Cristo.

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Lettura breve 1 Cor 7, 32. 34
Chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore! Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito.

Responsorio breve
R.
Entrano con gioia le vergini * alla festa di nozze.
Entrano con gioia le vergini alla festa di nozze.
V. Sono introdotte nel palazzo del re,
alla festa di nozze.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Entrano con gioia le vergini alla festa di nozze.

Ant. al Magn.
Vieni, sposa di Cristo, ricevi la corona che il Signore ti ha preparato.

Intercessioni
Lodiamo e benediciamo il Padre della luce che in Cristo ci chiama alla santità e nella coscienza dei nostri limiti supplichiamo:
Donaci il tuo Spirito, o Signore

Cristo, Figlio di Dio, che sei venuto nel mondo ad annunziare l’amore del Padre per tutti gli uomini, – accresci la nostra fede.

Cristo, servo obbediente del Padre, che proclami beato chi ascolta la Parola di Dio e la mette in pratica, – fa’ che sull’esempio della Vergine Maria ogni battezzato custodisca nel cuore le tue parole.

Cristo, maestro buono, che doni la sapienza ai piccoli, – per intercessione di santa Clelia aiuta i catechisti a conoscere sempre più i misteri del Regno.

Cristo, pastore delle anime, che fai risuonare la tua parola nella Chiesa, – fa’ che la conoscenza della verità renda sempre più saldi i vincoli di comunione fraterna.

Cristo, salvatore del mondo, suscita in mezzo a noi nuovi missionari del Vangelo, – perché la tua parola si diffonda e il nome del Signore sia glorificato su tutta la terra.

Cristo, luce del mondo, che in questa vita terrena hai guidato i passi degli operai del Vangelo, – fa’ che raggiungano il premio da te promesso ai servi fedeli.

Padre nostro.

Orazione
O Dio, che in santa Clelia Barbieri hai dato alla comunità cristiana un esempio di vita evangelica e di carità al servizio dei poveri, concedi anche a noi di seguire il Cristo mite e umile di cuore, per possedere l’eredità del suo regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen..

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