Antifona di Ingresso (Cfr. Ap 7,14; Dn 3,95) (Dal comune dei martiri A2 p. 712)
Ecco coloro che vengono dalla grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti nel sangue dell’Agnello. Per Dio hanno esposto i loro corpi al supplizio e hanno meritato di ricevere la corona eterna.
Colletta
O Dio, che nel tuo servo il beato Giovanni [Fornasini], presbitero e martire, ci hai donato un mirabile testimone del tuo amore, fa’ che, seguendo il suo esempio di fedeltà a te e di dedizione ai fratelli, impariamo a offrire la nostra vita per la salvezza del tuo popolo. Per il nostro Signore.
Sulle offerte (Comune dei martiri A.3 p. 713)
Accogli, o Signore, i doni che il tuo popolo offre per celebrare la passione del tuo martire Giovanni Fornasini: i divini misteri, che lo rese forte nella persecuzione, ottengano anche a noi costanza nelle prove della vita. Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dei santi pastori II (p. 392)
Antifona alla comunione (Gv 15,13)
«Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici», dice il Signore.
Oppure (Gv 10,11)
Il buon pastore da la vita per le pecore
Oppure (Gv 12, 24)
Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Alleluia.
Oppure (Mt 16,24)
«Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua», dice il Signore.
Dopo la comunione (Comune dei pastori I.1)
I sacramenti che abbiamo ricevuto, Signore Dio nostro, accrescano in noi l’ardore della carità che infiammò la vita del beato Giovanni Fornasini e lo spinse a donarsi instancabilmente per la tua Chiesa. Per Cristo nostro Signore.
LITURGIA DELLE ORE
UFFICIO DIVINO
13 ottobre
Beato Giovanni Fornasini, PRESBITERO e martire
Memoria facoltativa
Giovanni Fornasini (Pianaccio di Lizzano in Belvedere 23 febbraio 1915 – S. Martino di Caprara 13 ottobre 1944), ordinato presbitero, divenne parroco di Sperticano, vicino a Marzabotto, nel 1942. Avvicinandosi il fronte, quelle zone furono macchiate da grandi atrocità a opera delle forze nazifasciste, culminate in una ampia strage tra settembre e ottobre 1944. Don Giovanni, fatto prigioniero il 29 settembre, una volta liberato non poté far altro che seppellire i morti e cercare di difendere i fedeli rimasti. Il 13 ottobre, temendosi la generosità della sua azione pastorale e la sua testimonianza dell’eccidio compiuto, fu attirato a S. Martino di Caprara, da dove non fece più ritorno. Il suo corpo massacrato di percosse venne ritrovato il 22 aprile 1945. Il 26 settembre 2021 venne beatificato in piazza maggiore a Bologna.
Dal comune dei martiri o dei pastori, con salmodia del giorno del salterio
Ufficio delle letture
Seconda lettura
Dai «Discorsi» di san Giovanni Paolo II, papa
(Incontro con i vescovi della regione Emilia Romagna, Argenta (FE), 23 settembre 1990, Insegnamenti di Giovanni Paolo II XIII, 2 (1990), n. 2. 6)
L’esempio nell’adempimento della loro missione
Noi intendiamo fare memoria dei tanti confratelli che hanno sacrificato la loro vita per la fedeltà alla missione di pastori di anime. Sono essi il messaggio più eloquente che la generazione cristiana di ieri consegna a quella di oggi. Noi siamo qui per ascoltarli con l’umiltà e lo stupore dei primi cristiani, che vedevano nel rinnovarsi del dono della vita da parte di loro fratelli e sorelle nella fede un messaggio del Cristo risorto alla sua Chiesa, impegnata a testimoniarlo davanti agli uomini di ogni tempo. Che cosa «confessano» questi moderni testimoni della fede? Essi dicono che a spingerli a preferire la morte anticipata, piuttosto che l’infedeltà al mandato pastorale, è stato un amore più grande di loro: lo stesso amore assoluto con cui Dio li aveva amati. È stato Dio a incominciare per primo questa gara di amore, sacrificando il Figlio suo Gesù Cristo; essi si sono limitati a seguirlo. In questa confessione – espressa non parlando, ma morendo – sta il valore della loro testimonianza. Nella loro vicenda si ripropone al nostro sguardo tutto il mistero cristiano, con l’intatta purezza, la serietà, la potenza delle origini. Proprio per questo, sono essi il messaggio adatto per una comunità cristiana che si chiede come affrontare il nuovo millennio che è ormai alle porte. Perché, dunque, non partire dalla loro testimonianza per la nuova evangelizzazione, che i tempi esigono ormai con urgenza? Carissimi sacerdoti: ho desiderato rivedervi, insieme con i vostri vescovi, per dirvi tutto il mio affetto e la mia fiducia. Nessuno meglio di voi può capire ciò che è passato nell’animo di quei vostri confratelli, della cui testimonianza voi andate giustamente fieri. Dal loro esempio voi avete imparato a essere i pastori di tutti: tutti sono vostri e voi siete di tutti. Perseverate in questo atteggiamento, grazie al quale il vostro ministero potrà esplicarsi in tutta la sua ampiezza. Spendetevi generosamente per gli altri, per voi chiedete solo la libertà di amare nella misura di Dio. Abbiate sempre presente l’esempio dei vostri confratelli, che si sono sacrificati nell’adempimento della loro missione. Essi sono con voi, vi precedono, quasi ad aprirvi la strada, così che possiate misurare i vostri
passi sulle loro orme, che sono le stesse di Cristo. Tendete al perfetto amore con cui Cristo ha amato voi. Coltivate un geloso rapporto personale con lui nel segreto del cuore, dove nelle ore delle grandi decisioni si è sempre soli, soli con lui. Nei momenti difficili possa ciascuno di voi udire echeggiare nell’animo la voce del Maestro: “Per questo il Padre mi ama, perché offro la mia vita” (Gv 10, 17).
RESPONSORIO Gal 6, 9-10
℟. Non stanchiamoci di fare il bene. Poiché ne abbiamo l’occasione, * operiamo il bene verso tutti.
℣. se infatti non desistiamo, a suo tempo mieteremo.
℟. operiamo il bene verso tutti.
ORAZIONE
O Dio, che nel tuo servo il beato Giovanni [Fornasini], presbitero e martire, ci hai donato un mirabile testimone del tuo amore,
fa’ che, seguendo il suo esempio di fedeltà a te e di dedizione ai fratelli, impariamo a offrire la nostra vita
per la salvezza del tuo popolo. Per il nostro Signore.
Appendice
Inno. Al beato Giovanni eleviamo (Federico Cinti)
1. Al beato Giovanni eleviamo
con fiducia le nostre preghiere:
nel martirio egli effuse il suo sangue
per amore di Cristo Signore.
2. Fu ordinato soldato di cristo
per servire in Gesù ogni fratello,
combattendo la buona battaglia
instancabile uomo di pace.
3. Curò il gregge affidato al suo zelo
come un padre ama e cura i suoi figli,
insegnando la via della vita,
la speranza, la fede, l’amore.
4. A nessuno negò il proprio aiuto,
perché vide in ognuno il Signore:
tutto quello che fece lo fece
come Cristo lo avrebbe compiuto.
5. Nella notte più buia del mondo
annunciò con le opere il Regno,
senza alcuna paura donando
la sua vita per Dio e per la Chiesa.
6. Don Giovanni, continua a vegliare
sopra il gregge di Cristo in cammino
verso il Padre sorgente di vita
nello Spirito in cui siamo figli.
7. A te gloria, uno e trino Signore,
Padre eterno, Unigenito Figlio,
Santo Spirito acceso d’amore,
in cui vive per sempre Giovanni.
Amen.
Letture e orazioni per la preghiera
Dalle «meditazioni di Giovanni Fornasini, pellegrino a Lourdes»
(Diario del viaggio a Lourdes, 11-18 Agosto 1936, in AMS II, 5)
Il sacerdozio è ministero di amore e sacrificio
Chi non vedrebbe volentieri i luoghi di quell’angolo di terra santa tanto caro al nostro cuore, terra che fin dall’infanzia ci fece palpitare di arcane emozioni, quando ci sentivamo narrare i sublimi fatti dell’Antico e Nuovo Testamento? Tali sono i luoghi santi della Regina del Cielo, perché là vi è il Tabor, cioè la roccia dove la Vergine apparve candida nelle vesti e circonfusa di splendori di Paradiso; vi è la fontana di Siloe e la probatica piscina con meraviglie divine; là i ciechi vedono, gli storpi camminano. (…)
E oggi che i popoli, perduti di vista i beni del cielo, non agognano che a quelli della terra, risoluti pur di averli, di ricorrere anche alle rivolte e alle stragi, e il male è arrivato a tanto, che noi siamo forse alla vigilia di tremende catastrofi sociali e proprio in questi giorni dico, alla vista di tanti guai, la Vergine Immacolata scende a Lourdes, e la sua apparizione e i suoi miracoli, in mezzo al buio di questi tempi, diventano un faro luminosissimo, che proietta una luce immensa sulla verità della fede, sull’insegnamento infallibile della Chiesa e sulla pratica della vita cristiana. Dalla grotta di Massabielle, parte il trepido grido di questa Madre Celeste, che, vedendoci sull’orlo dell’abisso, ci richiama indietro, e ci spinge al penitente ritorno a Dio. E là è discesa, non solo per la Francia, ma per tutte le nazioni. E noi dobbiamo pregare la Regina della Vittoria e della Pace, che, elevata fra la maestà dei Pirenei ad arbitra della desolata Spagna, dell’infelice Francia e del tempestoso mondo, faccia trionfare la fede e faccia in questa sera così burrascosa risplendere sull’orizzonte l’arcobaleno. (…)
La Vergine per nostro amore è discesa a Lourdes: le rose le ha sui piedi, per indicarci che la carità ha guidato i suoi passi. Come una madre che vede in pericolo il suo figliolo, non ne lascia ad altri la cura, ma vi corre essa in aiuto, così ha fatto Maria. E a Lourdes è discesa per tutti, accoglie tutti, nazionali e stranieri, ricchi e poveri, sani e malati, giusti e peccatori.
Tale dev’essere la nostra carità verso il prossimo, di noi chiamati al sacerdozio che è ministero di amore e di sacrificio. Anzi le qualità di questo amore possiamo vederle simboleggiate nella fontana della grotta. Zampilla essa dalla viva roccia; così la carità deve sgorgare dalla salda pietra della fede, altrimenti avremo la vana e volubile filantropia del secolo. La fontana zampilla da luogo nascosto; la carità deve scaturire dal cuore umile che non cerca il rumore del mondo. La fontana è accessibile a tutti, senza eccezione, la carità la si deve usare con tutti, anche coi nemici. La fontana una volta scaturita, non cessò mai, la carità non deve illanguidirsi, ma continuare sempre nelle opere di misericordia. L’acqua della fontana è limpida e pura; così la carità non deve tollerare miscugli di altri fini nelle sue opere, ma deve avere per fine il puro amor di Dio.
Orazione
O Dio, che nella vita immolata del tuo servo Giovanni Fornasini manifesti l’infinita trascendenza del tuo amore di Padre, fa che per l’esempio della sua dedizione al gregge a lui affidato, vissuta senza riserve e senza titubanze, anche noi possiamo camminare insieme nell’offerta giorno per giorno della nostra vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo.

