Proprio bolognese

13 OTTOBRE: BEATI GIOVANNI FORNASINI, UBALDO MARCHIONI e compagni martiri

Santa Messa e Liturgia delle ore

Antifona di Ingresso (Cfr. Ap 7,14; Dn 3,95) (Dal comune dei martiri A2 p. 712)
Ecco coloro che vengono dalla grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti nel sangue dell’Agnello. Per Dio hanno esposto i loro corpi al supplizio e hanno meritato di ricevere la corona eterna.

Colletta

O Dio, che nei tuoi servi,
i beati Ubaldo, Giovanni e compagni, presbiteri e martiri,
ci hai donato testimoni mirabili del tuo amore,
fa’ che, seguendo il loro esempio di fedeltà a te e di dedizione ai fratelli,
impariamo a offrire la nostra vita per la salvezza del tuo popolo.
Per il nostro Signore.

Sulle offerte (Comune dei martiri I.A.2 p. 712)

Il sacrificio di riconciliazione che ti offriamo, o Signore,
nella celebrazione del prezioso martirio dei tuoi santi,
purifichi i nostri peccati e renda a te gradita la preghiera dei tuoi fedeli.
Per Cristo nostro Signore.

Prefazio dei santi pastori II (p. 392) oppure dei santi martiri (p. 390)

Antifona alla comunione (Gv 15,13)
«Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici», dice il Signore.

Oppure (Gv 10,11)
Il buon pastore da la vita per le pecore

Oppure (Gv 12, 24)
Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Alleluia.

Oppure (Mt 16,24)
«Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua», dice il Signore.

Dopo la comunione (Comune dei martiri I.A.2 p. 712)

O Signore, che ci hai nutriti del pane del cielo
e hai fatto di noi un solo corpo in Cristo,
fa’ che non siamo mai separati dal suo amore
e, sull’esempio dei tuoi beati martiri Giovanni, Ubaldo e compagni,
superiamo con fortezza ogni prova, in nome di colui che ci ha amato.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

 


LITURGIA DELLE ORE

UFFICIO DIVINO
13 ottobre

Beati Giovanni Fornasini, Ubaldo Marchioni e compagni presbiteri e martiri

Memoria facoltativa

Durante gli eccidi compiuti dalle truppe SS a Monte Sole nell’autunno 1944, alcuni presbiteri si distinsero per la loro carità pastorale fino a dare la vita per la fedeltà al loro ministero.  Il 29 settembre don Ubaldo Marchioni, sopraggiunto a Santa Maria di Casaglia si fermò per confortare i fedeli rifugiati in chiesa e per consumare le specie eucaristiche: i fedeli furono condotti al cimitero e lì fucilati, mentre il parroco fu ucciso ai piedi dell’altare. I religiosi don Elia Comini (salesiano) e padre Martino Cappelli (dehoniano), arrestati lo stesso giorno mentre portavano i sacramenti ai sopravvissuti di Creda, furono uccisi il 1º ottobre alla Botte di Pioppe di Salvaro, insieme ad altri 43 uomini. Don Giovanni Fornasini, dopo aver soccorso e difeso la popolazione con dedizione infaticabile e seppellito molte vittime, fu attirato dalle SS sul teatro delle stragi già consumate, a San Martino di Caprara e lì ucciso di percosse il 13 ottobre. Sono stati beatificati per martirio don Fornasini il 26 settembre 2021 e gli altri tre il 27 settembre 2026.

Dal comune dei martiri o dei pastori, con salmodia del giorno del salterio

Ufficio delle letture
Seconda lettura

Dai «Discorsi» di san Giovanni Paolo II, papa

(Incontro con i vescovi della regione Emilia Romagna, Argenta (FE), 23 settembre 1990, Insegnamenti di Giovanni Paolo II XIII, 2 (1990), n. 2. 6)
L’esempio nell’adempimento della loro missione

Noi intendiamo fare memoria dei tanti confratelli che hanno sacrificato la loro vita per la fedeltà alla missione di pastori di anime. Sono essi il messaggio più eloquente che la generazione cristiana di ieri consegna a quella di oggi. Noi siamo qui per ascoltarli con l’umiltà e lo stupore dei primi cristiani, che vedevano nel rinnovarsi del dono della vita da parte di loro fratelli e sorelle nella fede un messaggio del Cristo risorto alla sua Chiesa, impegnata a testimoniarlo davanti agli uomini di ogni tempo. Che cosa «confessano» questi moderni testimoni della fede? Essi dicono che a spingerli a preferire la morte anticipata, piuttosto che l’infedeltà al mandato pastorale, è stato un amore più grande di loro: lo stesso amore assoluto con cui Dio li aveva amati. È stato Dio a incominciare per primo questa gara di amore, sacrificando il Figlio suo Gesù Cristo; essi si sono limitati a seguirlo. In questa confessione – espressa non parlando, ma morendo – sta il valore della loro testimonianza. Nella loro vicenda si ripropone al nostro sguardo tutto il mistero cristiano, con l’intatta purezza, la serietà, la potenza delle origini. Proprio per questo, sono essi il messaggio adatto per una comunità cristiana che si chiede come affrontare il nuovo millennio che è ormai alle porte. Perché, dunque, non partire dalla loro testimonianza per la nuova evangelizzazione, che i tempi esigono ormai con urgenza? Carissimi sacerdoti: ho desiderato rivedervi, insieme con i vostri vescovi, per dirvi tutto il mio affetto e la mia fiducia. Nessuno meglio di voi può capire ciò che è passato nell’animo di quei vostri confratelli, della cui testimonianza voi andate giustamente fieri. Dal loro esempio voi avete imparato a essere i pastori di tutti: tutti sono vostri e voi siete di tutti. Perseverate in questo atteggiamento, grazie al quale il vostro ministero potrà esplicarsi in tutta la sua ampiezza. Spendetevi generosamente per gli altri, per voi chiedete solo la libertà di amare nella misura di Dio. Abbiate sempre presente l’esempio dei vostri confratelli, che si sono sacrificati nell’adempimento della loro missione. Essi sono con voi, vi precedono, quasi ad aprirvi la strada, così che possiate misurare i vostri
passi sulle loro orme, che sono le stesse di Cristo. Tendete al perfetto amore con cui Cristo ha amato voi. Coltivate un geloso rapporto personale con lui nel segreto del cuore, dove nelle ore delle grandi decisioni si è sempre soli, soli con lui. Nei momenti difficili possa ciascuno di voi udire echeggiare nell’animo la voce del Maestro: “Per questo il Padre mi ama, perché offro la mia vita” (Gv 10, 17).

RESPONSORIO Gal 6, 9-10
℟. Non stanchiamoci di fare il bene. Poiché ne abbiamo l’occasione, * operiamo il bene verso tutti.
℣. se infatti non desistiamo, a suo tempo mieteremo.
℟. operiamo il bene verso tutti.

ORAZIONE

O Dio, che nei tuoi servi,
i beati Ubaldo, Giovanni e compagni, presbiteri e martiri,
ci hai donato testimoni mirabili del tuo amore,
fa’ che, seguendo il loro esempio
di fedeltà a te e di dedizione ai fratelli,
impariamo a offrire la nostra vita
per la salvezza del tuo popolo.
Per il nostro Signore.

Appendice

Inno. Canta, esulta, o Chiesa di Dio

1. Canta, esulta, o Chiesa di Dio
per la gloria di questi pastori:
pur di fronte a morte violenta
non lasciarono il loro servizio.

2. Ora in cielo Giovanni, Ubaldo,
con Elia e Martino, gloriosi,
dal Signore ricevono il premio,
la corona del loro martirio.

3. All’arrivo del lupo e del ladro
resta il buon pastore soltanto
e quel giorno di sangue e dolore
li trovò a difendere il gregge.

4. Il disprezzo di inermi innocenti
portò a strage insensata e brutale
e travolse chi li difendeva
e ancora si offriva per loro.

5. Alla scuola dei santi misteri,
dove Cristo insegna all’altare,
impararono a offrire la vita
immolandosi insieme all’Agnello

6. Querce forti di buona memoria,
testimoni del male del mondo
e ancor più dell’amore di Cristo:
fate ombra a chi cerca la pace.

7. Gloria a Dio, il Padre e il Figlio
e lo Spirito Santo per sempre,
canti lieta la Chiesa di Dio,
resa bella di tutti i suoi santi.

Amen.

Letture e orazioni per la preghiera 

Dalle «meditazioni di Giovanni Fornasini, pellegrino a Lourdes»
(Diario del viaggio a Lourdes, 11-18 Agosto 1936, in AMS II, 5)
Il sacerdozio è ministero di amore e sacrificio

Chi non vedrebbe volentieri i luoghi di quell’angolo di terra santa tanto caro al nostro cuore, terra che fin dall’infanzia ci fece palpitare di arcane emozioni, quando ci sentivamo narrare i sublimi fatti dell’Antico e Nuovo Testamento? Tali sono i luoghi santi della Regina del Cielo, perché là vi è il Tabor, cioè la roccia dove la Vergine apparve candida nelle vesti e circonfusa di splendori di Paradiso; vi è la fontana di Siloe e la probatica piscina con meraviglie divine; là i ciechi vedono, gli storpi camminano. (…)

E oggi che i popoli, perduti di vista i beni del cielo, non agognano che a quelli della terra, risoluti pur di averli, di ricorrere anche alle rivolte e alle stragi, e il male è arrivato a tanto, che noi siamo forse alla vigilia di tremende catastrofi sociali e proprio in questi giorni dico, alla vista di tanti guai, la Vergine Immacolata scende a Lourdes, e la sua apparizione e i suoi miracoli, in mezzo al buio di questi tempi, diventano un faro luminosissimo, che proietta una luce immensa sulla verità della fede, sull’insegnamento infallibile della Chiesa e sulla pratica della vita cristiana. Dalla grotta di Massabielle, parte il trepido grido di questa Madre Celeste, che, vedendoci sull’orlo dell’abisso, ci richiama indietro, e ci spinge al penitente ritorno a Dio. E là è discesa, non solo per la Francia, ma per tutte le nazioni. E noi dobbiamo pregare la Regina della Vittoria e della Pace, che, elevata fra la maestà dei Pirenei ad arbitra della desolata Spagna, dell’infelice Francia e del tempestoso mondo, faccia trionfare la fede e faccia in questa sera così burrascosa risplendere sull’orizzonte l’arcobaleno. (…)

La Vergine per nostro amore è discesa a Lourdes: le rose le ha sui piedi, per indicarci che la carità ha guidato i suoi passi. Come una madre che vede in pericolo il suo figliolo, non ne lascia ad altri la cura, ma vi corre essa in aiuto, così ha fatto Maria. E a Lourdes è discesa per tutti, accoglie tutti, nazionali e stranieri, ricchi e poveri, sani e malati, giusti e peccatori.

Tale dev’essere la nostra carità verso il prossimo, di noi chiamati al sacerdozio che è ministero di amore e di sacrificio. Anzi le qualità di questo amore possiamo vederle simboleggiate nella fontana della grotta. Zampilla essa dalla viva roccia; così la carità deve sgorgare dalla salda pietra della fede, altrimenti avremo la vana e volubile filantropia del secolo. La fontana zampilla da luogo nascosto; la carità deve scaturire dal cuore umile che non cerca il rumore del mondo. La fontana è accessibile a tutti, senza eccezione, la carità la si deve usare con tutti, anche coi nemici. La fontana una volta scaturita, non cessò mai, la carità non deve illanguidirsi, ma continuare sempre nelle opere di misericordia. L’acqua della fontana è limpida e pura; così la carità non deve tollerare miscugli di altri fini nelle sue opere, ma deve avere per fine il puro amor di Dio.

Orazione
O Dio, che nella vita immolata dei tui servi Giovanni, Ubaldo, Martino, Elia, manifesti l’infinita trascendenza del tuo amore di Padre, fa che per l’esempio della loro dedizione al gregge loro affidato, vissuta senza riserve e senza titubanze, anche noi possiamo camminare insieme nell’offerta giorno per giorno della nostra vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo.

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