L'anima mia ha sete del Signore

Martedì III di Pasqua

Meditazione sul vangelo del giorno

Dal vangelo secondo Giovanni (6,30-35)

In quel tempo Gesù disse alla folla:
«In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo,
ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero.
Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».
Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

COMMENTO Nel deserto Israele è vissuto di un cibo speciale, dono del cielo quotidiano, offerto dalla fedeltà di Dio al suo popolo. Gesù si paragona a quella manna, a quel pane del cielo, perché viene da Dio e si offre all’uomo e perché sazia definitivamente. A differenza delle piante, che si nutrono di quello che c’è nel terreno senza scegliere, noi scegliamo cosa portare alla bocca. Noi prendiamo, e in questa scelta c’è un preciso tratto della nostra personalità: scegliamo di accogliere dentro di noi. E quando il cibo ci viene offerto, facciamo anche un atto di fede. Gesù è il dono del Padre. Nel credere a lui e nell’accoglienza del Figlio, noi scegliamo di inserire nella nostra vita e di costituirci con quel nutrimento. Questa accoglienza del Signore nella propria vita è la vita eterna, pienezza desiderata, compimento di tutto.

PREGHIERA
Salmo 64(65)

Per te il silenzio è lode, o Dio, in Sion,
a te si sciolgono i voti.
A te, che ascolti la preghiera,
viene ogni mortale.

Beato chi hai scelto perché ti stia vicino:
abiterà nei tuoi atri.
Ci sazieremo dei beni della tua casa,
delle cose sacre del tuo tempio.

Gli abitanti degli estremi confini
sono presi da timore davanti ai tuoi segni:
tu fai gridare di gioia
le soglie dell’oriente e dell’occidente.

Tu visiti la terra e la disseti,
la ricolmi di ricchezze.
Coroni l’anno con i tuoi benefici,
i tuoi solchi stillano abbondanza.

Stillano i pascoli del deserto
e le colline si cingono di esultanza.

I prati si coprono di greggi,
le valli si ammantano di messi:
gridano e cantano di gioia!

 

Preghiamo.

Signore nostro Dio,
che ci nutri con il pane del cielo,
pegno della tua gloria,
infondi in noi la dolcezza del tuo Spirito,
perché trasformati a immagine del Cristo,
manifestiamo nelle nostre opere
la vita nuova che abbiamo ricevuto,

Per Cristo nostro Signore. Amen.

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