L'anima mia ha sete del Signore

Venerdì III di Pasqua. S. Giuseppe lavoratore

Meditazione sul vangelo del giorno

Dal vangelo secondo Matteo (13,54-58)

In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria,
insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva:
«Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi?
Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria?
E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?
E le sue sorelle, non stanno tutte da noi?
Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

COMMENTO Il mistero dell’incarnazione, che porta il Figlio di Dio a condividere in tutto la nostra condizione umana, ha in sé la debolezza di presentare un salvatore non diverso da noi. La Sapienza divina rischia questo scandalo, perché preferisce “com-patire” con noi, piuttosto che esprimere una salvezza distaccata. Noi ci scandalizziamo di un salvatore che non sia un superuomo, soprattutto perché il supereroe, viene, salva, va via. Gesù invece viene, si vincola, rimane per sempre e la sua salvezza è proprio nella familiarità con lui. La nostra salvezza è nel permanere di questa comunione con lui.PREGHIERA
Salmo 104(105)

Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.

A lui cantate, a lui inneggiate,
meditate tutte le sue meraviglie.

Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.

Cercate il Signore e la sua potenza,
ricercate sempre il suo volto.

Ricordate le meraviglie che ha compiuto,
i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca,

voi, stirpe di Abramo, suo servo,
figli di Giacobbe, suo eletto.

È lui il Signore, nostro Dio:
su tutta la terra i suoi giudizi.

Si è sempre ricordato della sua alleanza,
parola data per mille generazioni,

dell’alleanza stabilita con Abramo
e del suo giuramento a Isacco.

 

Preghiamo.

O Dio, che nella tua provvidenza
hai chiamato l’uomo a cooperare con il lavoro
al disegno della creazione,
fa’ che per l’intercessione
e l’esempio di san Giuseppe
siamo fedeli alle responsabilità che ci affidi,
e riceviamo la ricompensa che ci prometti.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

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