Proprio bolognese

10 APRILE. BEATO MARCO FANTUZZI, sacerdote

Formulario modificato secondo la nuova traduzione del messale italiano

Pubblichiamo qui, in attesa della riedizione aggiornata del messale proprio bolognese, il formulario della messa del beato Marco Fantuzzi, le cui orazioni sono state scelte dal comune dei pastori:

Antifona di Ingresso: Dal comune dei pastori III,B,2
Colletta: Dal comune dei pastori III,B,2
Sulle offerte: Dal comune dei pastori III,B,2
Antifona alla comunione: Dal comune dei pastori V,1

10 aprile beato Marco Fantuzzi da Bologna (formulario della Messa MR-CEI 2019)


10 APRILE

BEATO MARCO FANTUZZI DA BOLOGNA, sacerdote

Memoria facoltativa
Marco, (Bologna, 1405 circa – Piacenza, 10 aprile 1479) a venticinque anni circa, dopo un brillante curriculum universitario nell’ambito delle arti liberali, entrò tra i Frati Minori Osservanti nel convento di San Paolo in Monte. Ordinato presbitero, si dedicò alla predicazione popolare ispirandosi ai grandi modelli del tempo, quali san Bernardino da Siena, san Giovanni da Capestrano, san Giacomo della Marca. Fu araldo della Parola in varie parti d’Italia, come Norcia, Mantova, Milano, Firenze, Bologna. Eletto per tre volte Vicario Generale dell’Osservanza Cismontana (1452-1455; 1464-1467; 1469-1472), operò con fermezza e carità evangelica per salvaguardare il movimento riformatore francescano visitando vari conventi in Europa, in Oriente e in Terra Santa. A Bologna promosse la fondazione del Monastero del Corpus Domini e la nascita del Monte di Pietà. Morì a Piacenza, dove aveva svolto la predicazione quaresimale. Le sue spoglie mortali sono custodite nella chiesa di S.Maria di Campagna. Il culto, diffuso già da quattro secoli, fu confermato da Pio IX nel 1868.

ANTIFONA D’INGRESSO (Cf. Lc 4,18)
Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione,
mi ha mandato ad annunciare ai poveri il lieto messaggio
e a risanare chi ha il cuore affranto. (T.P. Alleluia).

COLLETTA
O Dio, luce del tuo popolo e pastore delle anime,
che hai posto nella Chiesa il beato Marco Fantuzzi
a pascere con la parola il tuo gregge e a formarlo con l’esempio,
donaci per sua intercessione
di custodire la fede che ha insegnato
e di seguire la via da lui indicata.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SULLE OFFERTE
Accogli, o Signore, i nostri doni
nella memoria del beato Marco Fantuzzi
e fa’ che il sacrificio eucaristico che proclama la tua gloria
ci ottenga la salvezza eterna.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE (Mt 28, 20)
Ecco, io sono con voi tutti i giorni,
sino alla fine del mondo (T.P. Alleluia).

DOPO LA COMUNIONE
Con la forza di questo sacramento confermaci nella fede, o Signore,
perché testimoniamo ovunque, con la parola e con le opere,
la verità per la quale il beato Marco Fantuzzi
lavorò instancabilmente fino alla morte.
Per Cristo nostro Signore.


LITURGIA DELLE ORE
Ufficio delle letture

Marco (Bologna, 1405 – Piacenza, 1479), promotore della riforma francescana, ebbe come maestro di Teologia San Bernardino da Siena. Fu Ministro della provincia religiosa bolognese e Vicario Generale dell’Osservanza. Sotto di lui si aprì il monastero del Corpus Domini, che ebbe come prima badessa Santa Caterina de’ Vigri. Infaticabile servo della Parola, predicò un famoso quaresimale in San Petronio (1455) e missioni al popolo in Italia e all’estero. Svolgendo questo suo ministero evangelico concluse la vita terrena nel convento di Nazareth presso Piacenza il 10 aprile.

Dal Comune dei pastori con salmodia del giorno dal salterio.

SECONDA LETTURA
Dall’Esortazione Apostolica “Evangelii nuntiandi” di Paolo VI, papa
(nn. 41-42)
Evangelizzare con la parola e la vita
La testimonianza di una vita autenticamente cristiana, abbandonata in Dio in una comunione che nulla deve interrompere, ma ugualmente donata al prossimo con uno zelo senza limiti, è il primo mezzo di evangelizzazione.

“L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, -dicevamo lo scorso anno a un gruppo di laici- o se ascolta i maestri lo fa’ perché sono dei testimoni”. S. Pietro esprimeva bene ciò quando descriveva lo spettacolo di una vita casta e rispettosa che “conquista senza bisogno di parole quelli che si rifiutano di credere alla Parola” (cfr. I Pt 3, 1). E’ dunque mediante la sua condotta, mediante la sua vita, che la Chiesa evangelizzerà innanzitutto il mondo, vale a dire mediante la sua testimonianza vissuta di fedeltà al Signore Gesù, di povertà e di distacco, di libertà di fronte ai poteri di questo mondo, in una parola, di santità.

Non è superfluo sottolineare, inoltre, l’importanza e la necessità della predicazione. “Come potranno credere, senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi? . . . . La fede dipende dunque dalla predicazione e la predicazione a sua volta si attua per la Parola di Cristo” (Rom 10, 14. 17). Questa legge posta un giorno dall’apostolo Paolo conserva ancor oggi tutta la sua forza.

Sì, è sempre indispensabile la predicazione, questa proclamazione verbale di un messaggio. Sappiamo bene che l’uomo moderno sazio di discorsi si mostra spesso stanco di ascoltare e -peggio ancora- immunizzato contro la parola. Conosciamo anche le idee di numerosi psicologi e sociologi, i quali affermano che l’uomo moderno ha superato la civiltà della parola, ormai inefficace ed inutile, e vive oggi nella civiltà dell’immagine.

Questi fatti dovrebbero spingerci, certo, a mettere in opera nella trasmissione del messaggio evangelico i mezzi moderni escogitati da tale civiltà. Tentativi molto validi, d’altronde, sono stati già compiuti in tal senso. Noi non possiamo che lodarli ed incoraggiarli perchè si sviluppino ancora di più. La fatica che provocano al giorno d’oggi tanti discorsi vuoti e l’attualità di molte altre forme di comunicazione non debbono tuttavia diminuire la forza permanente della parola, nè far perdere fiducia in essa. La parola resta sempre attuale, soprattutto quando è portatrice della potenza di Dio (cfr. I Cor 2, 1-5). Per questo resta ancora attuale l’assioma di S. Paolo: “La fede dipende dalla predicazione” (Rom 10, 17): è appunto la parola ascoltata che porta a credere.

Responsorio Cfr. II Tim 4, 2; Rom 10, 17
R. Annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna. La fede dipende dalla predicazione e la predicazione si attua per la parola di Cristo. (T. P. alleluia).
V. Ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina.
R. La fede dipende dalla predicazione e la predicazione si attua per la parola di Cristo (T. P. alleluia).

Orazione
O Dio, luce e pastore dei credenti, che hai chiamato il beato Marco da Bologna a illuminare la comunità cristiana con la parola e a formarla con la testimonianza della vita, fa’ che custodiamo la fede che ci ha insegnato e seguiamo la via che ha tracciato con l’esempio. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

oppure, secondo la nuova traduzione dal Messale italiano

O Dio, luce del tuo popolo e pastore delle anime, che hai posto nella Chiesa il beato Marco Fantuzzi a pascere con la parola il tuo gregge e a formarlo con l’esempio, donaci per sua intercessione di custodire la fede che ha insegnato e di seguire la via da lui indicata. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

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