Facciamo Pasqua anche quest'anno, nonostante tutto

GIOVEDÌ SANTO IN FAMIGLIA

Memoria della cena del Signore nelle nostre case

Giorno della Cena del Signore
Giorno dell’istituzione dell’Eucaristia e dell’Ordine sacro
Giorno della carità reciproca: Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato (cf. Gv 13,34)

«Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi» (Mc 14,15). Per segnare adeguatamente la sera della Cena del Signore con i suoi discepoli, si può partire da una grande cura nel preparare la tavola per la cena, con stoviglie “belle” e decorazioni adatte (che siano però diverse da quelle, altrettanto e più belle, da usare per il pranzo del giorno di Pasqua) e naturalmente le vivande.

Per quanto possibile, le vivande dovrebbero includere un pane azzimo (acqua e farina senza lievito), preparato insieme durante la giornata, oppure del pane di altro tipo. Non certo per scimmiottare la santa Cena, ma come simbolo che accompagna il pasto e ricorda il pane della prima Pasqua.

La cena si inizia con una preghiera: se in famiglia c’è l’abitudine di pregare prima del pasto, in questa occasione sarà “speciale” e solenne, richiamando ciò che tutta la Chiesa sta celebrando in spirito e nella realtà dei suoi ministri ordinati; se non c’è tale abitudine si può iniziare con una preghiera semplice e spontanea, anche solo un Padre nostro tenendosi per mano.

In questo Triduo 2020, la situazione ha consigliato di evitare che i ministri ordinati compiano nelle celebrazioni il rito più singolare: la lavanda dei piedi sull’esempio di ciò che fece Gesù ai suoi discepoli, comandando “Vi ho dato l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi”. Potrebbe essere occasione di recuperare in famiglia questo rito. A seconda dell’opportunità, e se la cosa può realizzarsi senza svilirne il significato, si può compiere dunque il gesto della lavanda dei piedi, accompagnato dalla lettura evangelica. I genitori ai figli e reciprocamente, la coppia l’un l’altro, i figli ai genitori…

L’orario della cena va organizzato in modo da potere seguire la Messa in Coena Domini attraverso qualche mezzo che la trasmetta, quella del vescovo o della propria parrocchia.

I Vangeli ci raccontano che dopo la cena, Gesù uscì nel Getsemani, entrando così nella sua agonia. Questa sera, un Giovedì santo così particolare per noi e per tutto il mondo, ci prepariamo all’atteggiamento di raccoglimento e di digiuno, che segnerà in particolare la giornata di domani, Venerdì santo.

CENA PASQUALE

Indicazioni pratiche: una tavola accuratamente preparata, pane azzimo o di altro tipo. Se si decide di compiere la lavanda dei piedi, bacinelle d’acqua saponata e asciugatoi.

Benedizione prima della cena

Preparata ogni cosa, ci si mette a tavola. Il padre oppure la madre guida la preghiera

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Tutti:  Amen.
Entriamo anche noi con tutta la Chiesa nel Triduo Pasquale, nei giorni della morte e risurrezione di Gesù, perché possiamo passare da morte a vita anche noi insieme con lui.

I presenti, a turno:
Benedetto sei tu, Signore Padre misericordioso, Dio del cielo e della terra, che ci hai creato e redento nel tuo Figlio Gesù Cristo nostro Signore.
Tutti: Benedetto nei secoli il Signore

Ti rendiamo grazie, per il dono di questa tavola, memoria del tuo amore, simbolo dell’eucaristia, profezia del Regno del cielo.
Tutti: Benedetto nei secoli il Signore

Abbi pietà di noi e liberaci da ogni male, perché nella fede nel tuo Figlio Gesù Cristo siamo diventati tuo popolo e tua famiglia.
Tutti: Benedetto nei secoli il Signore

Frazione del pane

Durante la cena, il padre oppure la madre prende un pane e lo spezza per tutti i presenti

In questa sera, in cui Gesù istituisce l’Eucaristia, preghiamo volentieri per il vescovo Matteo e i nostri preti, che adesso la celebrano per noi. Chiediamo per loro i doni di sapienza, fedeltà e misericordia per il loro compito. Chiediamo anche che molti giovani generosi rispondano all’invito del Signore a compiere questo servizio per il nostro popolo.

Tutti: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

La cena prosegue

Lavanda dei piedi

Dopo la cena, se ci sono le condizioni per poterlo fare, i familiari si dispongono per la lavanda dei piedi, con bacinelle d’acqua saponata e asciugamani. Se non fosse possibile, allora ci si limita alla lettura del Vangelo.

Il padre o la madre: In questa notte, Gesù, maestro e Signore, si è legato un grembiule e ha lavato i piedi ai suoi discepoli. Vogliamo imparare anche noi il suo insegnamento, quello di prenderci cura a vicenda, secondo i doni di grazia che il Signore ci ha dato, mettendoci volentieri e per amore a servizio gli uni degli altri.

Uno dei presenti: Dal Vangelo secondo Luca (22,24-30)
E nacque tra loro anche una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Egli disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve.
Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno. E siederete in trono a giudicare le dodici tribù d’Israele.

A cominciare dal più grande, ci si china ai piedi degli altri per lavarli, asciugarli e baciarli, secondo l’esempio del maestro.

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