Il seminatore uscì a seminare...

Sabato V di Quaresima

Meditazione sul vangelo del giorno

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 11,45-56)

In quel tempo, i capi dei sacerdoti e i farisei
riunirono il sinèdrio e dissero:
«Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni.
Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui,
verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione».

Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro:
«Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi
che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!».
Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi.

COMMENTO Le considerazioni pragmatiche e spietate di Caifa sono molto logiche: per mantenere la situazione ed evitare guai peggiori, meglio la morte di uno solo. È una logica che conosciamo bene, perché essendone imbevuti, presto o tardi la distilliamo nei nostri pensieri: “meglio la sua rovina che la mia”. Anche Gesù entra in questa logica, ma dalla parte della vittima. Diventa causa di salvezza, persino per i suoi carnefici, proprio per la sua condizione disprezzata.

PREGHIERA
Isaia 53,2-6.11-12

Non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per poterci piacere.

Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia;
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.

Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori;
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.

Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce
e si sazierà della sua conoscenza;
il giusto mio servo giustificherà molti,
egli si addosserà le loro iniquità.
Perciò io gli darò in premio le moltitudini.

Preghiamo.

Dio onnipotente ed eterno,
che hai dato come modello agli uomini
il Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore,
fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce,
guarda, l’umanità sfinita
per la sua debolezza mortale,
e fa’ che riprenda vita
per la passione del tuo unico Figlio,
avendo sempre presente
il grande insegnamento della sua passione,
per partecipare alla gloria della risurrezione.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

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